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	<title>Teleport News &#187; disabili</title>
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	<description>Cronache da Second Life</description>
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		<title>Un&#8217;altra vita su Second Life</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 11:11:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Esattamente come l’ex marine invalido Jake Sully, protagonista di Avatar, il colossal diretto da James Cameron, i disabili possono trovare sul web il loro pianeta Pandora, che in questo caso di chiama Second Life. Uno studio pubblicato sulla rivista Rehabilitation Nursing da un gruppo di ricercatori dell’Università del Wisconsin sottolinea i vantaggi che può trovare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Esattamente come l’ex marine invalido Jake Sully, protagonista di Avatar, il colossal diretto da James Cameron, i disabili possono trovare sul web il loro pianeta Pandora, che in questo caso di chiama <strong>Second Life</strong>. Uno studio pubblicato sulla rivista Rehabilitation Nursing da un gruppo di ricercatori dell’Università del Wisconsin sottolinea i vantaggi che può trovare in questi mondi virtuali creati sul web chi, nella vita quotidiana, subisce importanti limitazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la maggior parte degli utenti, parecchi milioni in tutto il mondo, il programma gratuito e lanciato nel giugno del 2003 dalla società americana <strong>Linden Lab</strong> è solo un passatempo interattivo e creativo, sempre in grado di rinnovarsi. Basta stare davanti al computer per avere accesso a un mondo virtuale ricco di ambienti e situazioni, dalle più quotidiane e banali alle più avventurose e fantastiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Second Life</strong> offre una possibile, per quanto virtuale, via di fuga da una realtà che limita, mortifica o deprime, e in questo modo può migliorare la qualità della vita. «Per i disabili la vita sul web può diventare una opportunità per superare i limiti imposti dalla propria condizione e compiere azioni e gesti a loro abitualmente preclusi: camminare o danzare, esplorare, fare incontri e comunicare, realizzare progetti, viaggiare e teletrasportarsi. Uno degli aspetti di maggior valore &#8211; come sempre trattandosi di un network &#8211; è poi quello della socializzazione» commentano Stephanie Stewart e Terry Hansen, entrambi docenti all’Università del Wisconsin, che hanno firmato la ricerca e che, sulla base di queste considerazioni, propongono <strong>Second Life come parte integrante dei programmi di riabilitazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.corriere.it/salute/disabilita/10_dicembre_14/second-life-disabilita-avatar-valetto_8440015c-03b7-11e0-8ee8-00144f02aabc.shtml" target="_blank">corriere.it</a></p>
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		<title>Una vita da immaginare per i disabili</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 02:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Costruire il proprio mondo sul sito di realtà virtuale Second Life con il solo pensiero: è il progetto di un gruppo di ricercatori giapponesi rivolto a chi soffre di patologie che impediscono il movimento del corpo. In una recente dimostrazione, Junichi Ushiba, professore associato alla Keio University e responsabile del progetto, ha mostrato come elettrodi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Costruire il proprio mondo sul sito di realtà virtuale Second Life con il solo pensiero: è il progetto di un gruppo di ricercatori giapponesi rivolto a chi soffre di patologie che impediscono il movimento del corpo. In una recente dimostrazione, Junichi Ushiba, professore associato alla Keio University e responsabile del progetto, ha mostrato come elettrodi applicati alla testa possono intercettare gli impulsi elettrici legati all&#8217;attività cerebrale. I dati possono essere quindi interpretati da un computer, che consente a un utente di muovere la propria persona virtuale, il cosiddetto avatar, per le strade di Second Life <strong>senza usare una tastiera o un mouse</strong>. “Quando le persone sono paralizzate, naturalmente le loro vite sono limitate”, ha detto Ushiba, un laureato che ha fatto un giro virtuale nelle strade storiche di Kyoto, ex capitale giapponese, senza muovere un muscolo. “Con questa tecnologia possiamo interpretare la loro intenzione di muoversi, consentendo loro di <strong>fare shopping su Second Life</strong> o persino mettere su un’attività”. Mezzo milione di persone visita regolarmente Second Life, dove le transazioni commerciali possono essere eseguite in dollari “Linden”, convertibili in dollari Usa, spiega Linden Lab, società responsabile del sito. Il progetto è ancora in una fase iniziale, ma Ushiba spera di poter coinvolgere delle persone che soffrono di paralisi il prossimo anno. Il controllo dei computer tramite gli impulsi del cervello è già oggetto di esperimenti in altri paesi, incluso il sistema Usa BrainGate che consente a utenti disabili di aprire una email e di muovere oggetti come sedie a rotelle.</p>
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